Il libro, se è effimero, non è libro

Nel mondo del self publishing si può pubblicare un’opera su una piattaforma, ritirarla quando si vuole e riproporla su un’altra, magari sulla base di considerazioni di carattere squisitamente commerciale.
Questo fenomeno aggiunge precarietà alla volatilità della cultura nell’era digitale, sebbene nelle maglie della rete rimanga traccia di ogni cosa, che permette di recuperare la risorsa, se Internet archive da una parte e l’attività di harvesting dall’altra non se la fanno sfuggire.
Tuttavia può capitare, e capita, che tu scriva un saggio e faccia riferimento a fonti su un sito web, che dopo un certo tempo risultano inaccessibili, perché il sito viene archiviato o per interventi di manutenzione che comportano banali modifiche dei link. Ora capita anche che tu citi un libro che cessa di esistere dopo un po’ perché viene ritirato dalla piattaforma.
Dall’invenzione della scrittura, il libro, su tavolette di argilla, su papiro o su pelle di capretto, e poi su carta, è stato un oggetto prezioso fatto apposta per tramandare ai posteri informazioni, conoscenze, pensiero.
Che libro è quello, e-book, audiolibro, o file pdf, del quale non si è sicuri che l’indomani esista, anche a causa della deperibilità e obsolescenza dei supporti fisici?
Una volta, prima della diffusione del web, Alfonso Berardinelli, di fronte agli editori che lavorano a spese degli autori o che si rifiutano di prendere in considerazione le opere, disse che in fondo all’autore basterebbe che la sua opera esistesse come oggetto-libro, anche in poche copie.
Ma siamo sicuri che l’e-book effimero su web, sebbene teoricamente permetta di ampliare il dibattito tra autori, studiosi e lettori, possa essere considerato prova di esistenza in vita dell’opera? Che ne pensano i critici? Quanti di loro vanno a caccia di testi elettronici, che non siano documenti sicuri, sui quali scrivere saggi e costruire una carriera accademica?
Bisognerebbe cominciare a pensare che il libro, se è effimero, non è un libro, pur con tutti i vantaggi che i formati digitali offrono.
Il mondo dell’editoria e della cultura, sotto pressione a causa delle continue innovazioni tecnologiche, si limita a inseguire il cambiamento? Di che cosa si occupano parlamentari e euro funzionari, dei tappi delle bottiglie di plastica?
I tappi per il momento conservano consistenza materiale e fanno male se te li tirano in testa, e l’acqua se non è liquida normalmente non disseta, figuriamoci se è immateriale, ma il libro per favore datecelo in ogni forma, perché se è effimero non è libro.

T. C.

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