Vangelo e letteratura

Uno studioso spagnolo di teoria della letteratura ha incluso la Bibbia nella serie delle trenta opere più importanti, secondo lui e in accordo con la “Crítica de la rasón literaria”, della letteratura universale.
Ora, a parte il fatto che questo studioso spagnolo si chiama Jesús Maestro, sic!, ma che, ironia della sorte, non è credente, ci si chiede: la Bibbia è un romanzo? Il Vangelo è un romanzo? Come affrontare la lettura di questi libri come opere letterarie?
Per la verità abbiamo visto in giro vari progetti “laici” portati avanti in Italia da personaggi famosi che propongono la lettura e una certa interpretazione del Vangelo, o quello che avrebbe detto veramente Gesù e che magari i preti non dicono. Bene che questi personaggi anziani si accostino al Vangelo; meno bene che l’industria editoriale cavalchi un’onda sfruttando la notorietà di questi intellettuali, come l’industria cinematografica costruisce colossal intorno a Gesù Cristo imbastendo storie quantomeno discutibili o di dubbio gusto.
A nostro avviso, chi è interessato veramente al Vangelo dovrebbe tenere presente alcune cose fondamentali. Innanzitutto, nessuno dei quattro vangeli che la Chiesa considera canonici narra la vita o le opere di Gesù come si sono realmente svolte, cioè come cronaca certa. Secondo, i vangeli sono stati scritti, dopo decenni dagli avvenimenti, da autori, diremmo da scrittori professionisti con formazione, metodo, visione ben precisi, incaricati da determinate comunità con particolari esigenze.
Terzo, gli autori, che scrissero in greco, mentre Gesù parlava l’aramaico, si basarono sui racconti verosimilmente in aramaico tramandati oralmente da gente ben informata e su testi parziali e appunti che già circolavano. Quarto, i vari vangeli si riferiscono agli stessi avvenimenti, e vi sono rapporti tra essi che gli studiosi hanno ben messo in evidenza, ma per quanto il lettore si impegni per farne una propria sintesi non ci riuscirà, giacché il Vangelo è molto di più della “somma” dei vari vangeli: il Vangelo è Gesù Cristo in persona.
Ora, perché uno dovrebbe leggere un testo sacro per curiosità o per passatempo come si legge un romanzo quale “Gli indifferenti”, “La peste”, “La montagna magica”, “Il visconte dimezzato”, “Il mare non bagna Napoli”?
Sappia, il lettore curioso, che ci sono scuole specializzate che iniziano alla lettura dei testi sacri e che accompagnano gli iniziati alla comprensione sempre più profonda del Vangelo; che in queste scuole il maestro più efficace da ascoltare è lo Spirito Santo, il quale istruisce discenti e maestri terreni e guida alla comprensione “tutta intera”. Infine, il lettore curioso sappia che, almeno le domeniche, in tutte le chiese si proclama e si spiega il Vangelo e che i santi, ma anche generazioni e generazioni di biblisti, esegeti, predicatori, hanno letto e ruminato quei testi tutta la vita, conformandosi a Gesù Cristo, e non per curiosità.
I vangeli possono anche essere letti come se fossero opere letterarie, ma il Vangelo non è letteratura.

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