Qualche giorno fa hanno trasmesso da una TV locale un filmato che trattava di un antico mestiere del tempo perduto, diffuso nelle campagne calabresi di vari lustri fa: Il cestaio.
Mi sono ricordato, allora, che qualche anno fa avevo realizzato un mini-reportage che ritraeva l’amico Tommaso che ci dava prova della sua abilità nel costruire uno di questi cesti, con un fare talmente preciso e disinvolto da suscitare la nostra ammirazione.
Provo rendervi un po’ l’idea di questa antica arte tramite il seguente filmato:
Seguirà, tra non molto, un altro mini-reportage del genere intitolato “Panieri, cesti e canestri”. Il protagonista sarà sempre Tommaso che, anche in questa occasione, ha tralasciato la poesia e la letteratura per fare rivivere questa antica e semplice arte.
Non può darsi il caso che costruire una piccola opera con un mannello di umili giunchi e una canna sia un altro modo di fare poesia?
Si, hai ragione.Quando ho detto che tralasciavi la poesia ho inteso nella forma tradizionale e che generalmente adoperi😉