Recensione di Mario De Bonis di Nella notte la verità aleggia di Tommaso Cariati
La raccolta di poesie Nella notte la verità aleggia di Tommaso Cariati si presenta quasi come un unico poemetto per le varie e molteplici tematiche affrontate, che spaziano dalla guerra all’amore, alla pace, allo sfruttamento nel campo del lavoro, al desiderio di tenerezza.
I vari argomenti sono sempre filtrati dall’io narrante, che, se pur nel nascondimento, lascia sempre trapelare la sua originale e personale visione tacitamente esplicitata.
Così in apertura, nell’omonimo componimento sulla guerra, presenta i due Vladimiri: «l’uno guerriero con giacca e cravatta, / l’altro chiacchiere e mimetica finta»; l’uno il «piccolo Davide», l’altro «il gigante Golia» e sfocia in una nota di pessimismo: «Ma … la giustizia e le leggi? / Uguaglianza, libertà e fratellanza?» e in un attacco ai media: «Il telegiornale parla di ordigni inviati; / tace di guerrieri al fronte.»
Ma trapela un filo di speranza e di umana solidarietà tra i soldati al fronte: «Mai visti prima, ma subito amici»; purtroppo la conclusione è amara nella constatazione: «Se alla geopolitica sta il conflitto, / come alla geologia la sismicità, / su grande faglia allora sta l’Ucraina».
In Canto d’amore Cariati prorompe in un impetuoso rapimento: «Stropicciami tutta, voglio rifiorire» per approdare ad una sublimazione di un rapporto: «Via … foglie di fico, vestimenti …/ mi travolge tutta e tutto mi fa obliare».
Dall’estasi contemplativa di Estate di Natale: «Oggi colgo ginestre fiorite» si passa alle stridenti contraddizioni del mondo d’oggi nello stravolgimento dei saldi pilastri delle nostre nobili origini familiari: «Intrallazzi, social, soldi e motori».
Ne Il lavoro il poeta denuncia la triste realtà dello sfruttamento nel mondo del lavoro: «Diploma, laurea, master, dottorato… / macché … spremiamo tirocinanti e stagisti», ma non ci si arresta dinanzi all’evidenza negativa del fenomeno, perché nei versi di Fonti perenni vibra una venatura di tono propositivo verso orizzonti più ottimistici: «succede se dai tutto e niente speri, / se salti fosso e guado e non tentenni».
In Per Chiara squarcia il velo segreto della sfera personale contro il parere dei «perbenisti», contro la triste realtà del «tritacarne» per approdare a «camminare leggeri nella brezza» e celebrare il trionfo dell’amore.
In tutte le liriche echeggiano sempre pulviscoli di pensiero dell’autore, mormorato ma molto profondo, sempre accordato sul registro della memoria. Una poesia, quella di Cariati, rodente, sofferta, calda, senza infingimenti, meditativa, scevra di retorica, atta a restituire stupore e provocare brividi, frutto, anche, della potenza energica della parola e dello stato emotivo da cui scaturisce il caldo respiro dell’autore.
Così, leggere ed esplorare la poesia di Tommaso Cariati serve ad entrare in contatto con una personalità molto vicina a ciascuno di noi perché nei suoi versi racconta se stesso e la sua complessa interiorità in una cifra espressiva fruibile da tutti.
Le sue poesie mettono al centro l’io del poeta diviso tra molteplici desideri. Leggere ed approfondire la sua poesia significa darci la possibilità di dialogare con lui perché ci suscita degli interrogativi scegliendo di riflettere su temi che possono stupirci e renderci anche migliori, mostrandoci come la nostra memoria influenza lo sguardo che abbiamo su quanto ci circonda.
Con Nella notte … Cariati assume un ruolo ben nitido nel panorama della poesia contemporanea non solo per gli aspetti comunicativi, ma soprattutto per il coinvolgimento emotivo, infatti con essenziali pennellate riesce a trasportare i suoi lettori nelle molteplici realtà del mondo che ci circonda. Le sue limpidissime poesie ci fanno approdare in un porto sicuro «cucendo» nel verso descrizioni, desideri, malinconie, amare riflessioni, estasi di gioia.
Mario De Bonis