Si è detto e scritto che papa Francesco possedeva un’arte di comunicare efficace. Si è pure studiato in lungo e in largo il suo modo di scegliere parole e locuzioni, come: la corruzione spuzza, Chiesa in uscita, odore delle pecore, guerra mondiale a pezzi, usa e getta, inequità, desbordare.
Ora che il papa “venuto dalla fine del mondo” ha cessato di calcare il suolo della terra, di quella terra che ha tanto amato in tutte le sue creature, ci piace soffermarci sul rapporto che Bergoglio aveva con la scrittura in generale, non solo con le Scritture.
Ci sembra di poter affermare che Francesco amava profondamente la letteratura, anche se forse non l’ha praticata direttamente quanto Giovanni Paolo II, che ne aveva esperienza anche come autore, ma non ci stupiremmo se dai suoi cassetti saltassero fuori poesie inedite.
Bergoglio certamente ha spinto i suoi studenti di liceo, di quando aveva meno di trent’anni e insegnava lettere, a esercitarsi nella redazione di racconti che poi sono stati raccolti in volume e circolano con una nota sua e una di Borges: “L’età felice”. Questo libro figura nella cosiddetta “Biblioteca del papa” di venti volumi edita da “Corriere della sera” e “La civiltà cattolica”.
Un altro volume della serie “Biblioteca del papa”, contenente, in spagnolo con traduzione a fronte, ben 1199 sestine, quasi settemila versi, intitolato “Martín Fierro”, del suo connazionale José Hernández, reca un saggio introduttivo proprio di Bergoglio. L’autore di questa prefazione si sofferma sul valore civile e sociale del lungo poema, e sull’efficacia che l’opera ha nella costruzione di un sentire comune tra genti di varie provenienze, e quindi dell’identità nazionale dell’Argentina.
Ancora: è stato pubblicato un volume intitolato “Viva la poesia!” che raccoglie frammenti di scritti vari in cui Bergoglio sottolinea l’importanza della letteratura nella vita di ogni persona, forse dei cristiani in modo particolare.
In un altro libro, intitolato “Versi a Dio. Antologia della poesia religiosa”, è stata pubblicata una “lettera ai poeti”, riadattamento di un discorso del Papa al Parnaso contemporaneo. In questo discorso egli sostiene che tre sono le ragioni per le quali c’è bisogno che i poeti esistano, resistano e vadano avanti con coraggio. Innanzitutto, la loro capacità di sognare e l’invito che fanno agli altri a sognare e a “desbordare”. In secondo luogo, l’attitudine dei poeti a stare nella realtà complessa e contraddittoria, caratterizzata da opposizione polare, nella quale spesso si resta disorientati: il terreno dell’inquietudine sarebbe proprio dei poeti ed è quello in cui si fa esperienza di Dio, il più grande poeta. In terzo luogo, la virtù della poesia di plasmare l’immaginazione della società, che ha bisogno di cura e guarigione, e ciò chiama alla responsabilità e al servizio.
È singolare che dalla cattedra di Pietro giungano lezioni simili a quelle che ci giungono dai leader di correnti letterarie, dai festival della letteratura e dalle cosiddette università della poesia. E ciò mentre nel mondo coloro che contano sono affaccendati su ben altri versanti, con insegnamenti opposti, e slogan più potenti, come “Tre I”, informatica, inglese, impresa, e “Stem”, science, technology, engineering, mathematics.
D’altra parte, siamo sicuri che leggere Dostoevskij, Eliot, Leopardi sia sempre edificante e senza rischi?
Un grande filosofo italiano ha scritto e ribadito che Leopardi è il principe dei nichilisti e che il suo pensiero appartiene a quella “filosofia del sottosuolo”, cui appartiene anche quello di Dostoevskij. Infatti, il grande romanziere russo ha inventato personaggi nichilisti ben prima che Nietzsche formalizzasse il proprio pensiero. E sappiamo che un pensatore contemporaneo francese per convertirsi al Cristianesimo ha dovuto liberarsi dell’influenza negativa di autori come Nietzsche e forse Dostoevskij.
Ci chiediamo: c’è un vero e proprio “desbordare” di parole, pensieri, lingua e letteratura?
“D’altra parte, siamo sicuri che leggere Dostoevskij, Eliot, Leopardi sia sempre edificante e senza rischi?”.
Caro Tommaso, mi fai preoccupare in quanto ho letto varie opere degli autori che citi😄.