“Nella notte la verità aleggia” Opera letteraria di Tommaso Cariati

Oggi parlo di lettura, ma non vi propongo uno dei soliti nomi noti che le grandi case editrici ci propongono, dai classici ai contemporanei, bensì dell’opera di un geniale poeta/scrittore calabrese contemporaneo che mi pregio di avere come amico: Tommaso Cariati. L’opera in merito si intitola “Nella notte la verità aleggia”. 
Vi riferisco subito le mie impressioni, ovviamente da persona comune, dicendo che a mio parere quest’ ultima opera di Tommaso può essere apprezzata sia dal grande pubblico che dagli addetti ai lavori.  
Proseguendo nella  lettura  e avendo già letto varie opere di Tommaso rimanevo sempre più piacevolmente stupito di come egli avesse abbandonato molti astrattismi, seppur geniali, del suo lavoro per mettere di più a nudo la sua anima di poeta e per avvicinarsi molto ai problemi dell’umanità. Nei componimenti, infatti, ho potuto  trovare grandi temi come la guerra, l’amore, la crisi di valori della società odierna, le morti sul lavoro e altri ancora che scoprirete. A proposito di morti sul lavoro, devo dire che il componimento “Vengo, si, Vengo” (che ai più maliziosi e superficiali potrebbe sembrare equivoco) mi ha toccato particolarmente facendomi vivere in modo vibrante la tragedia di una moglie che veniva avvisata di avere appena perso il marito  in un incidente lavorativo.
Nel libro è presente anche qualche spunto erotico, almeno così l’ho inteso, trattato però con classe ed eleganza di termini.
In una forma classica, ad esempio i sonetti, non è raro trovare anche una terminologia dell’era moderna come smart working, algoritmi, big data ecc., il tutto in buona armonia.
Nell’insieme dei versi la natura ha anche il suo posto, a volte fine a se stessa, a volte facente da sfondo, ma mai banale.
 
Vi posto, infine, una breve biografia di Tommaso Cariati da egli stesso fornita:
Il nostro poeta vive a Castiglione Cosentino, nel nascondimento, come appuriamo dalla quarta di copertina.
Da altre fonti sappiamo che fino all’età di 14 anni ha vissuto in ambiente rurale e ha parlato praticamente sempre la lingua madre, l’idioma di Longobucco.  
Dedica il suo tempo, oltre che allo studio, alla letteratura e alla saggistica, all’orto, alle escursioni in montagna e alle pedalate in bicicletta.  
Scrive dal tempo dell’adolescenza. Nei primi volumetti ha praticato un particolare mistilinguismo, in cui oltre all’italiano, che lui considera prima lingua straniera, figurano termini presi in prestito da altri idiomi, perfino materiali tratti dal gergo tecnico. Scelta “naturale” questa, visto che ha studiato ingegneria e successivamente si è occupato di Sistemi organizzativi e di Sistemi informativi.  
Il suo primo libro, Dimensione zero, è stato pubblicato a Roma dal Ventaglio nel 1986. Forbidden è del 1988 e reca prefazione di Matilde Tortora, mentre Rumori di fondo ha avuto la prefazione di Nicola Merola e Fiammeggi e miraggi (Le trame di Circe) di Pino Caminiti.
Ha pubblicato con Rubbettino Viaggio nelle Regioni d’Italia, una sorta di inchiesta sul Belpaese a 150 anni dall’Unità, e La scuola fuori registro.
Per lui la scrittura non è un passatempo, ma ricerca, vocazione, “partita esistenziale”.
 
Segue una breve presentazione con un estratto delle prime pagine del libro.Nella notte____20240913_0001 
Attendiamo un commento dell’autore dell’opera.

10 Replies to ““Nella notte la verità aleggia” Opera letteraria di Tommaso Cariati”

  1. Esprimo gratitudine per la recensione del mio “Nella notte la verità” a firma di Nunzio, che legge sempre con interesse e perspicacia i miei scritti, anche quelli che poi attendono anni per la pubblicazione.
    Questa volta l’ispirazione mi ha chiamato a comporre un’operina in pochi mesi e subito abbiamo confezionato l’opuscolo perché i temi erano urgenti: Chiara ha amorevolmente impaginato l’opera con Publisher, la copisteria ha riprodotto e spillato, l’autore ha numerato e firmato ogni copia della limitatissima tiratura; et voilà, les jeux sont faits.
    Ringrazio ancora una volta Nunzio perché dedica passione, energia e tempo alla fotografia, alla musica e alla letteratura con sensibilità non comune.

  2. I nostri più vivi complimenti a Tommaso, carissimo amico, che in questo suo ultimo lavoro, sofferto e meditato, ha affrontato in modo encomiabile temi significativi e importanti. Ad maiora.

  3. Complimenti! La cosa che più mi colpisce dalle poche pagine lette è la fusione dei linguaggi. Oltre al significato, le parole rappresentano la complessità del mondo in cui viviamo. Fusione, mescolanza, odio e amore tra simili, morte e vita tra i popoli.

  4. È la seconda volta che mi accosto ai versi di Tommaso Cariati e ne traggo un senso di potenza naturale, di linguaggio trasversale ai sensi, che stimola una partecipazione razionale non sempre ottenuta con la poesia tradizionale. Oserei dire che i versi di Tommaso fanno pensare, ma superando il pensiero inteso come conoscenza, confronto, giudizio e scelta: è uno sguardo a campo largo sul pensiero stesso, sull’urgenza della collocazione di eventi enormi nel piccolo spazio della nostra quotidiana e fugace esistenza. Un lavoro che sento avrà altre pagine piene, che genera speranza d’attesa. Grazie.

  5. Tommaso Cariati, immenso osservatore.
    Straordinario nel trasferire su carta immagini, voci e atmosfere vissute. Complimenti.

  6. Nell’opera “Nella notte la verità aleggia” Tommaso Cariati ci fa riflettere su alcuni grandi temi esistenziali e sociali che (da sempre) tormentano l’umanità. Tommaso non ci regala solamente un’istantanea della complessa realtà in cui viviamo (la guerra, l’oppressione egemonica politica-
    economica-militare di alcuni stati [Orso, Bisonte ma anche Mandarino!], il lavoro, la natura, l’amore e altro ancora), ma ci offre anche una sua personale posizione su questi grandi temi, frutto del suo percorso umano e spirituale. Penso che “Fonti perenni” potrebbe idealmente aprire -a mo’ d’introduzione- e chiudere -come conclusione- la raccolta di versi, essendo una sorta di “firma autografa” dell’autore.

    Pino De Fazio

  7. Cariati è una metafora di come si possa realizzare l’mpossibile, superando ostacoli che ci appaiono insormontabili. Si laurea in ingegneria e, seppur richiesto da prestigiose aziende, disdegna carriera, potere e denaro, scegliendo di dedicarsi all’insegnamento. Probabilmente perchè, nel frattempo, una potentissima sete di conoscenza lo ha trasformato in un ricercatore appassionato in diversi ambiti. E scrive, ma non in modo convenzionale: ai versi intervalla formule matematiche! Insomma, Cariati è un innovatore che rivela un fresco estro creativo non comune. Ottiene subito riconoscimenti dalla critica, ma aspira ad altro. Ricerca, attraverso le sue creazioni, in cui troviamo l’amore per la sua terra, l’amore passionale ed erotico, gli interrogativi antropologici e spirituali, una catarsi che liberi totalmente il suo spirito. Dovrà attraversare gli oceani della conoscenza dei suoi abissi interiori, componendo opere di vario genere, e tempeste che scuoteranno tutto il suo essere prima di
    approdare alla sua Itaca. E vi è approdato.

  8. Conosco l’autore da moltissimo tempo e, tra i versi, piacevolmente lo rincontro nell’amata terra di Calabria, descritta fino a farla respirare, negli odori, nell’asprezza del territorio, nei ricordi vividi della giovinezza. In “Per Martino”, mi commuovo la sua capacità di toccare con mano la profonda nostalgia di noi migranti.

  9. Questo testo sembra immergersi con forza e senza filtri nelle ferite aperte del nostro tempo. L’autore accosta la cruda realtà della guerra, con le sue narrazioni politiche e mediatiche , alla concretezza quasi fisica dell’esperienza migratoria.

    C’è un contrasto potente tra la “grande storia” – fatta di leader, dichiarazioni, conflitti internazionali, e il dibattito pubblico– e la “piccola storia” delle vite individuali segnate dalla sofferenza, dalla fatica, dalla fuga (“corpi macilenti”, “scarpe scucite”).

    Il linguaggio è diretto, a tratti aspro, ricco di immagini vivide che non edulcorano la durezza delle situazioni descritte. Emerge una forte empatia per gli “sconosciuti”, i diseredati, e una critica implicita verso l’indifferenza o la superficialità con cui spesso si affrontano queste tragedie. L’accenno all’ospitalità semplice (“prendi il pane e taglialo spesso”) risuona come un gesto di umanità fondamentale in un contesto di sofferenza e tensioni globali.

    In sintesi, un’opera che cerca la “verità” non nei discorsi ufficiali, ma nell’esperienza vissuta, nella carne e nel dolore delle persone.
    Complimenti caro Tommaso.

  10. Ho avuto il piacere di conoscere l’ingegner Tommaso e di ricevere in dono la sua opera. Ne “Nella notte la verità aleggia”, le verità dell’autore sono racchiuse in ogni singola poesia. Denuncia sociale su temi d’attualità, guerra e visioni politiche, amore e erotismo, natura ed esperienze personali, è incredibile come un piccolo libricino contenga così tanti spunti riflessivi. L’ultima poesia fa emozionare, immedisimare e riflettere!
    Un dono che conserverò con premura e che rileggere ogni volta che ne avrò bisogno.
    Grazie Tommaso.

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