Lettera ai poeti, di papa Francesco (stralci)
Cari poeti,
so che avete fame di significato, e per questo riflettete anche su come la fede interroga la vita. Questo “significato” non è riducibile a un concetto, no. È un significato totale che prende poesia, simbolo, sentimenti…
Voi siete gli occhi che guardano e che sognano…
Noi esseri umani aneliamo a un mondo nuovo che probabilmente non vedremo appieno con i nostri occhi, eppure lo desideriamo, lo cerchiamo, lo sogniamo…
Voi siete anche la voce delle inquietudini umane. Tante volte le inquietudini sono sepolte nel fondo del cuore. Voi sapete bene che l’ispirazione artistica non è solo confortante, ma anche inquietante…
L’arte è il terreno fertile nel quale si esprimono le “opposizioni polari” della realtà…
Parlo delle tensioni dell’anima, della complessità delle decisioni, della contraddittorietà dell’esistenza. Ci sono cose nella vita che, a volte, non riusciamo neanche a comprendere o per le quali non troviamo le parole adeguate: questo è il vostro terreno fertile, il vostro campo di azione…
…Il vostro lavoro di poeti: dare vita, dare corpo a tutto ciò che l’essere umano vive, sente, sogna, soffre, creando armonia e bellezza. È un lavoro che può anche aiutarci a comprendere meglio Dio come grande “poeta” dell’umanità.
Voi siete tra coloro che plasmano la nostra immaginazione. Il vostro lavoro ha una conseguenza nell’immaginazione spirituale delle persone del nostro tempo. E oggi abbiamo bisogno della genialità di un linguaggio nuovo…
Cari poeti, grazie per il vostro servizio. Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché essa superi gli angusti confini dell’io, e si apra alla realtà tutta intera…
Andate avanti senza stancarvi, con creatività e coraggio! Vi benedico.
Francesco