La Leggenda di Cilla: l’eterno canto d’amore del Tirreno.

Sulle scogliere che si affacciano sul blu profondo del mar Tirreno, dove il vento porta con sé il profumo di sale e di storia, vive una leggenda che da secoli commuove il cuore dei calabresi: la storia di Cilla. Non è solo un racconto di pescatori, ma un inno alla fedeltà e a un amore che sfida la morte stessa.

Chi era Cilla?
Cilla era una giovane donna di San Lucido, una cittadina della provincia di Cosenza che sovrasta una rupe. Figlia di un pescatore, era conosciuta da tutti per la sua bellezza naturale e la sua anima generosa.
Il suo cuore apparteneva a Tuturo, un coraggioso giovane marinaio del posto. Nonostante Cilla conoscesse bene i rischi di una vita legata al mare, decise di sposarlo, sognando un futuro insieme fatto di attese sulla riva e ritorni felici.

La notte della tragedia
Come spesso accade nelle storie di mare, il destino fu crudele. In una notte di tempesta, Tuturo uscì con la sua barca per la consueta battuta di pesca, ma non fece più ritorno.

  • L’attesa: Cilla passò l’intera notte sulla rupe, con gli occhi fissi sull’orizzonte, sperando di scorgere la sagoma della barca del suo amato.
  • Il gesto estremo: Quando le prime luci dell’alba rivelarono un mare vuoto e impietoso, la disperazione prese il sopravvento. Cilla, non potendo concepire una vita senza il suo sposo, si gettò nel vuoto dalla rupe nel tentativo disperato di ricongiungersi a lui tra le onde.

Il mito oggi: tra urla e pietre
Ancora oggi, la leggenda di Cilla è parte integrante dell’identità locale. Si dice che nelle notti di tempesta, tra il fragore delle onde che si infrangono sugli scogli, si possano ancora sentire le sue urla disperate che invocano il nome di Tuturo.

A testimonianza di questo amore eterno, a San Lucido è possibile ammirare:

  • La Statua di Cilla: Situata in piazzetta Miramare, questa bella e suggestiva opera dello scultore Salvatore Plastina ritrae la donna con lo sguardo rivolto al mare, simbolo del dolore collettivo della gente di mare. E’ possibile rimirarla anche grazie all’impegno della giornalista/scrittrice Debora Calomino e dell”amministrazione comunale di S.Lucido che si sono adoperati affinchè la statua venisse esposta nel luogo più appropriato.
  • L’iscrizione: Ai piedi della statua, una dedica ricorda come il suo mare sia amore “anche quando, crudele e amaro, ti ha straziato l’anima”.

Perché leggere questa leggenda?
La storia di Cilla ci ricorda il legame profondo e spesso drammatico che unisce i borghi calabresi al mare: fonte di vita, ma anche di distacchi dolorosi. Visitate San Lucido per ascoltare il vento e lasciarvi incantare da questo mito senza tempo.

Come si può notare nela foto qui sotto, San Lucido non è una buia cittadina di mare, tutt'altro. Essa è, infatti, una ridente e luminosa località turistica del Tirreno Cosentino.

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