Il fotografo statunitense Ansel Adams diceva “Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato”. In un’epoca in cui tutto scorre veloce, in cui le immagini vengono scattate compulsivamente con i cellulari, solo per essere pubblicate sui social media, la fotografia sembra aver perso la sua poesia. In realtà, la vera fotografia, quella scattata con l’anima, quella il cui significato è scrivere con la luce, rimane un’ancora, una certezza per gli amanti dell’arte e della bellezza. Il mondo dei social, con le sue regole, ci impone rapidità e spesso superficialità. Ci soffermiamo poco sui dettagli, non ci fermiamo a guardare ciò che conta realmente, tutto diventa effimero, anche l’atto di immortalare un momento.
Eppure la fotografia come affermava Ansel Adams, è cuore, anima, esperienza, passioni. Quando si fotografano paesaggi, ad esempio, si catturano i dettagli, si coglie l’essenza di quel luogo, percepita in maniera diversa, a seconda del fotografo. Nel turismo, la fotografia assume un ruolo fondamentale. Attraverso gli scatti di una destinazione si suscitano emozioni, si desta curiosità, si entra in punta di piedi in un ambiente naturale, culturale e tradizionale. Le immagini sono il primo contatto tra la destinazione e il potenziale turista. Durante il Novecento le mete turistiche venivano promosse grazie ai manifesti pubblicitari che ritraevano le località più rinomate in un turbinio di disegni colorati, pensati per attrarre, incuriosire e creare l’immagine dell’Italia nella mente dei potenziali visitatori. Questo compito è poi passato in mano alla fotografia, col preciso compito di valorizzare i paesaggi, le tradizioni e le architetture antiche e moderne.
Fotografare diventa raccontare attraverso gli occhi e l’anima, luoghi diversi ma accomunati dal desiderio di uscire dall’anonimato, diventando parte attiva della vita delle persone, che visitano i luoghi per vivere esperienze, per ritrovare sé stessi nella vita che scorre. In un mondo che va veloce, chi si sofferma sulla bellezza nascosta di un dettaglio, riesce a valorizzare di più un territorio rispetto a chi scatta centinaia di foto, con il solo intento di ricevere approvazione distratta sui social. Forse il segreto sta nel metterci l’anima, nel cercare sé stessi in un paesaggio e ritrovarsi, e chissà qualcun altro, guardando quello scatto, non venga rapito dall’emozione suscitata, decidendo di visitarlo e facendolo diventare lo sfondo della sua prossima avventura.