Cacciare e raccogliere

Oggi riposi placida, arroccata
in alto, sopra il telo del dondolo;
smaltisci stress e veleno di ieri:
i buchi al torace sono spariti,
l’istrice due spilloni ti ha infilzato.

Il marmo freddo, forte il sonnifero,
morte apparente, antidoto blando,
un perfido inganno l’antibiotico:
la banca e la chimica predisposte,
gli ordigni tutti erano ben armati.

Mi tuffo nel sole e ti assecondo,
cullato dagli uccelli e dal prato,
e in un po’ di mare imbottigliato;
chiudo gli occhi e vado lontano,
disarmato e sicuro, con le onde.

Noi due siamo primordiali, Tigre,
tu cacciatrice intrepida e fiera,
io raccoglitore umilissimo e rustico;
evitare il catrame, è il nostro motto, trappole infide ed elettriche scosse.

©Tommaso Cariati, 2025

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