Teoria e prassi

Cretini, sciocchi e poeti

Tagliando con l’accetta,
dopo i diciotto,
disse il saggio,
solo i veri poeti hanno il diritto.

Io non so a quale classe appartengo,
se ai cretini o agli sconfitti,
agli ingenui e saggi
o a tutte a un tempo
e ai derelitti.
Forse mi muovo sui bordi,
ché la vita pulsa e vibra,
e la mia poesia sprizza
da un campo quantico e si libra.

Ho bussato a tutte le porte,
ma dall’ostello, dai piani alti,
non hanno aperto.
I venditori di fumo in bit,
alla mia, con dolo e inganno,
si affollano a frotte,
ma loro l’androne l’hanno barricato,
ci hanno messo l’alta tensione,
oltre al filo spinato.

Che bisogno c’è di danzatori e poeti,
di originalità e di genio,
di uomini e profeti?
Se ne accorgeranno, ipse dixit,
che hanno sbarrato l’uscio alla vita
e agli inferi hanno spalancato il portone,
e andranno molto lontano
con DeepSeek,
i furbi, i baldi e scaltri, con l’adone.

©Tommaso Cariati, 2025

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