Per rispondere a tale domanda potrebbe bastarmi riportare un aneddoto del noto fotografo Simon Evans:
Una sera un mio amico che si diletta di fotografia, invitato a cena, mostrò alcune foto che aveva portato con sé.
La padrona di casa, guardandole, esclamò: “Bellissime, deve avere una macchina fotografica eccellente!”.
Al momento di andare via, il mio amico rivolto alla padrona di casa disse: …”Ottima cena: lei deve avere pentole di buona qualità!”. (Simon Evans)
Ovviamente, per ottenere determinati risultati l’attrezzatura ha la sua importanza. Pensate un po’ ai fotoreporter sportivi: ve l’immaginate a scattare foto di una partita di calcio o di un gran premio di formula 1 con un telefonino?
Lo smartphone, di contro, lo reputo un ottimo strumento per scattare quasi al volo foto “di strada”, ricorrenze e semplici avvenimenti in cui conta più la sostanza che la qualità tecnica. Basta ricordarsi, però, che nella maggior parte dei casi è lui a fare la foto, non noi.
Le reflex o le mirrorless, anche di livello professionale, non sono garanzia di buona foto. Se non impostate e adoperate bene possono dare grosse delusioni e far rimpiangere i soldi spesi per il loro acquisto. I professionisti e gli amatori evoluti questo lo sanno benissimo. Esse sono strumenti che per dare buoni risultati necessitano perlomeno della conoscenza di: regole base della fotografia; funzionalità delle stesse apparecchiature; qualche software di fotoritocco tipo Gimp(gratuito) o Photoshop (a pagamento) e altri ancora. A volte le stesse case costruttrici forniscono il loro software specifico che serve maggiormente per lo sviluppo delle foto in formato grezzo (raw). Ma questo è un altro discorso.
Avere la padronanza delle attrezzature e dei software di elaborazione delle foto vuol dire potere esprimere al meglio la propria creatività. Se posso dare un modesto consiglio, anche se fotografate con uno smartphone provate a disinserire i vari automatismi e a scattare in manuale, osservando di volta in volta i risultati che ottenete cambiando i vari parametri. Quando incontrate alcuni termini come Iso, diaframmi, priorità dei tempi ecc., non scoraggiatevi e ricercateli in rete o su qualche manuale cartaceo di tecnica fotografica dai quali potrete apprenderne il significato e lo scopo. Man mano che acquisirete esperienza e conoscenza vedrete che sarete voi a scattare le foto secondo la vostra visione e non il telefonino secondo la sua.
Sugli argomenti di cui sopra c’è tantissima letteratura qualificata, in rete e non, a cui vi rimando per approfondimento. Un esempio interessante e qualificatissimo lo potrete trovare in questa pagina della NIKON Italia. Da lì potrete spaziare a piacimento, sempre se vi interessa questa bellissima arte.
